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Agenda 21 locale, alcuni cenni

la verità è che nell’ordine c’è la noia frustrante dell’imposizione, mentre nel disordine c’è la fantasia esaltante della partecipazione

Giancarlo De Carlo, L’architettura della partecipazione, 1973)

 

AGENDA 21

Agenda 21 è il programma d’Azione dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile approvato a Rio de Janeiro nel 1992 e sottoscritto da oltre 170 nazioni, da applicare su scala naziona­le e locale.

Il Piano di Azione prevede iniziative di miglioramento mirate su diversi ambiti ambientali, economici e sociali, da definire e realizzare mediante la partecipazione di cittadini e attori organizzati delle comunità locali, in un’ottica di responsabilità condivisa e di partnership.

Nel 1994, con la Carta di Aalborg, nell’ambito della Campagna per le Città Europee sostenibili, nasce l’Agenda 21 locale, nei vari continenti sono attivi network di enti locali dedicati all’A21L e sono in corso esperienze e varie modalità di partecipazione.

L’attuazione di un processo di Agenda 21 per un ente locale significa passare dalla forma di governo territoriale basata sul Government, ove è l’autorità che stabilisce i ruoli, le leggi e i regolamenti in una forma tradizionale di assunzione delle decisioni “dall’alto verso il basso”, ad una forma di gestione della res publica basata sulla Governance.

La Governance costituisce un modello decisionale che prevede il coordinamento tra istituzioni pubbliche appartenenti ai diversi livelli, organizzazioni collettive e attori privati, in cui le risorse di autorità e controllo gerarchico delle prime vengono equilibrate da forme di concertazione, volte a promuovere il consenso sulle politiche e la cooperazione sociale.

Per approfondimenti:

http://www.sustainablecities.eu/

http://www.a21italy.it/IT/index.xhtml

http://www.minambiente.it/home_it/menu.html?mp=/menu/menu_attivita/&m=Educazione_Ambientale.html|Agenda_21.html

 

Rio de Janeiro

Le Nazioni Unite, nel 1987, tramite il rapporto Our Common Future hanno introdotto il concetto di “sviluppo sostenibile” ripreso successivamente al summit delle Nazioni Unite tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992. Nel 1997, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite tenne una sessione speciale per valutare i progressi dei primi cinque anni dall’approvazione dell’Agenda 21 (Rio+5). L’Assemblea riconobbe il carattere di disparità del progresso e ne identificò i tratti caratteristici, compresa la crescente globalizzazione, che ampliano le disparità di reddito e continuano il deterioramento dell’ambiente. Una nuova risoluzione (S-19/2) dell’Assemblea generale promise nuove azioni. Ne consegue un eccessivo numero di disagi riguardanti le disparità.

 

L’incontro di Johannesburg

Il Piano di Esecuzione concordato nel Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (Earth Summit 2002 o WSSD) confermò l’impegno delle Nazioni Unite per il ‘pieno adempimento’ dell’Agenda 21, insieme al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e ad altri accordi internazionali.

 

Concetti chiave dell’Agenda 21

 

  • Corresponsabilizzazione – Cittadini, amministrazioni e portatori di interesse devono essere sensibilizzati sul proprio ruolo strategico nella realizzazione di uno sviluppo realmente sostenibile. Quindi: azione sinergica tra politica – mondo produttivo – comportamento dei singoli.
  • Miglioramento continuo - Monitoraggio delle varie fasi del processo affinché vengano continuamente ricalibrate per raggiungere i migliori risultati possibili.
  • Governance – Passaggio da un’ottica impositiva ad una partecipativa, flessibile ed aperta alle varie componenti sociali.
  • Trasversalità – Inserimento del concetto di sostenibilità in tutte le politiche di settore.
  • Visione condivisa - Costruzione di uno scenario comune di sviluppo sostenibile di una comunità, condiviso dal più ampio numero di stakeholders.
  • Partenariato - Creazione di partnership fondate su un nuovo modo di intendere il rapporto pubblico-privato, per la concreta realizzazione di azioni concertate per lo sviluppo sostenibile.

 

Agenda 21 Locale: pensare globalmente, agire localmente

È un processo partecipativo e democratico che, nella sua definizione ed attuazione, coinvolge tutti i settori; è altresì un processo di definizione degli obiettivi ambientali e di costruzione delle condizioni per metterli in pratica: consenso, interesse, sinergie, risorse umane e finanziarie. L’esecuzione dell’Agenda 21 è stata quindi programmata per includere interventi a livello internazionale, nazionale, regionale e locale. In alcuni Stati le autorità locali hanno preso iniziative per la realizzazione del piano localmente, i Local Agenda 21, come raccomandato nel capitolo 28 del documento:

« Ogni autorità locale deve aprire un dialogo con i propri cittadini, con le associazioni locali e con le imprese private e adottare un’Agenda 21 Locale.Attraverso la consultazione e la costruzione di consenso, le autorità locali possono imparare dalla comunità locale e dalle imprese e possono acquisire le informazioni necessarie per la formulazione delle migliori strategie. Il processo di consultazione può aumentare la consapevolezza ambientale delle famiglie. I programmi, le politiche e le leggi assunte dall’amministrazione locale potrebbero essere valutate e modificate sulla base dei nuovi piani locali così adottati. Queste strategie possono essere utilizzate anche per supportare le proposte di finanziamento locale, regionale ed internazionale »